Glossario

A

Agricoltore
Si considera “agricoltore”, ai sensi dell’articolo 4, lett. a), Regolamento dell'Unione Europea n. 1307 del 2013, una persona fisica o giuridica o un gruppo di persone fisiche o giuridiche - indipendentemente dalla personalità giuridica conferita dal diritto nazionale al gruppo e ai suoi membri - la cui azienda esercita un'attività agricola ed è situata nell'ambito di applicazione territoriale dei trattati ai sensi dell'articolo 52 del Trattato sull'Unione Europea (TUE) in combinato disposto con gli articoli 349 e 355 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

Agricoltore Attivo (o Agricoltore in attività)
Ai sensi dell’articolo 9 del Regolamento dell'Unione Europea n. 1307 del 2013, si intende una persona fisica o giuridica o un gruppo di persone fisiche o giuridiche (indipendentemente dalla personalità giuridica conferita dal diritto nazionale a detto gruppo e ai suoi membri) la cui azienda è situata nell'ambito di applicazione territoriale dei trattati, ai sensi dell'articolo 52 del Trattato sull'Unione Europea in combinato disposto con gli articoli 349 e 355 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea e che esercita un'attività agricola. L’agricoltore, per essere ritenuto 'attivo', deve essere in possesso dei requisiti previsti dall'art. 9 del Regolamento dell'Unione Europea n. 1307 del 2013, come disciplinato dall’articolo 3 del decreto ministeriale n. 6513 del 18 novembre 2014 e ai sensi dell’art. 1 comma 4 del decreto ministeriale n. 1420 del 26 febbraio 2015, verificato e validato dall'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) con circolare ACIU.2016.121 del 01 marzo 2016. Un agricoltore si definisce “in attività" se fornisce prove verificabili, nella forma richiesta dagli Stati membri, che dimostrino una delle seguenti situazioni:

a) l'importo annuo dei pagamenti diretti è almeno pari al 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nell'anno fiscale più recente per cui sono disponibili tali prove;

b) le sue attività agricole non sono insignificanti;

c) la sua attività principale o il suo oggetto sociale è l'esercizio di un'attività agricola.

Associazione di Agricoltori
Nel PSR Puglia 2014-2020 si intende per associazione di agricoltori:

  • organizzazioni di produttori (Op) e loro associazioni (Aop), riconosciute ai sensi delle normativa dell'Unione Europea, nazionale e regionale; 
  • i gruppi definiti all’articolo 3, comma 2, del Regolamento dell'Unione Europea n. 1151 del 2012, compresi i consorzi di tutela delle Dop, Igp o Stg riconosciuti ai sensi della normativa nazionale, in particolare dell’articolo 53 della Legge n. 128 del 1998 come sostituito dall’articolo 14 della Legge 526 del 1999 ove pertinente; 
  • i gruppi di produttori indicati all’articolo 95 del Regolamento dell'Unione Europea n. 1308 del 2013, compresi i consorzi di tutela riconosciuti ai sensi della normativa nazionale, in particolare dell’articolo 17 del decreto legislativo 61 del 2010 ove pertinente; 
  • le cooperative agricole di conduzione e le cooperative di trasformazione dei prodotti agricoli e loro consorzi; 
  • reti di imprese, gruppi o organismi costituiti in Ati o Ats o forme associate dotate di personalità giuridica.

Associazione Temporanea di Impresa (Ati)
È un'aggregazione temporanea e occasionale tra imprese per lo svolgimento di un’attività, limitatamente al periodo necessario per il suo compimento. Essa nasce dalla convenienza, per due o più imprese, a collaborare tra loro al duplice scopo, da un lato, di garantire al committente l’esecuzione integrale e a regola d’arte dell’opera, e dall’altro di non essere costrette a ricorrere alla costituzione di un’impresa comune o di un consorzio.

Associazione Temporanea di Scopo (Ats)
Aggregazione temporanea o occasionale tra organizzazioni in cui i partecipanti non sono tutti imprese in senso proprio. Il mandato alla organizzazione capogruppo è conferito non necessariamente per la partecipazione a un avviso pubblico, ma ai fini della progettazione, presentazione,attuazione e sperimentazione di un progetto. Il connotato essenziale consiste nel conferimento a uno degli enti partecipanti (capofila) di un mandato collettivo speciale con rappresentanza nei confronti dell'ente finanziatore. Il capofila, pertanto, si assume il mandato di presentazione del progetto, la responsabilità e il coordinamento della rendicontazione delle attività finanziate svolte fino alla scadenza del progetto, la sottoscrizione in nome e per conto dell'associazione degli atti necessari per la realizzazione del progetto, la responsabilità e il coordinamento generale del progetto, la facoltà di incassare le somme erogate dall'ente finanziatore (sia in acconto che in saldo) e, infine, il coordinamento amministrativo generale.

Autorità di Gestione (AdG)
Rappresenta il soggetto responsabile dell’efficace, efficiente e corretta gestione e attuazione del Programma di Sviluppo Rurale ed è nominata dalla Giunta regionale.

Avviso pubblico
Atto formale attraverso cui la Regione definisce le regole di accesso al finanziamento pubblico. L’avviso indica, tra l’altro, le modalità di selezione dei progetti presentati, i fondi pubblici disponibili, le percentuali di contribuzione, i vincoli e limitazioni.

B

Beneficiario
Un organismo privato e, solo ai fini del Regolamento del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr), una persona fisica o giuridica, responsabile dell'avvio e dell'attuazione delle operazioni.

Bosco o foresta
Secondo quanto previsto dall’articolo 3 comma 1 del Decreto legislativo 34 del 2018 "I termini bosco, foresta e selva sono equiparati". Dal comma 3 dello stesso articolo, inoltre, "sono definite bosco le superfici coperte da vegetazione forestale arborea, associata o meno a quella arbustiva, di origine naturale o artificiale in qualsiasi stadio di sviluppo ed evoluzione, con estensione non inferiore ai 2.000 metri quadri, larghezza media non inferiore a 20 metri e con copertura arborea forestale maggiore del 20 per cento".

Ai sensi dell'articolo 4 del Decreto legislativo 34 del 2018 "fatto salvo quanto già previsto dai piani paesaggistici di cui agli articoli 143 e 156 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, sono assimilati a bosco:

a) le formazioni vegetali di specie arboree o arbustive in qualsiasi stadio di sviluppo, di consociazione e di evoluzione, comprese le sugherete e quelle caratteristiche della macchia mediterranea, riconosciute dalla normativa regionale vigente o individuate dal piano paesaggistico regionale ovvero nell’ambito degli specifici accordi di collaborazione stipulati, ai sensi dell’articolo 15 della Legge 7 agosto 1990, n. 241, dalle regioni e dai competenti organi territoriali del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per il particolare interesse forestale o per loro specifiche funzioni e caratteristiche e che non risultano già classificate a bosco;

b) i fondi gravati dall’obbligo di rimboschimento per le finalità di difesa idrogeologica del territorio, di miglioramento della qualità dell’aria, di salvaguardia del patrimonio idrico, di conservazione della biodiversità, di protezione del paesaggio e dell’ambiente in generale;

c) i nuovi boschi creati, direttamente o tramite monetizzazione, in ottemperanza agli obblighi di intervento compensativo di cui all’articolo 8, commi 3 e 4;

d) le aree forestali temporaneamente prive di copertura arborea e arbustiva a causa di interventi antropici, di danni da avversità biotiche o abiotiche, di eventi accidentali, di incendi o a causa di trasformazioni attuate in assenza o in difformità dalle autorizzazioni previste dalla normativa vigente;

e) le radure e tutte le altre superfici di estensione inferiore a 2.000 metri quadrati che interrompono la continuità del bosco, non riconosciute come prati o pascoli permanenti o come prati o pascoli arborati;

f) le infrastrutture lineari di pubblica utilità e le rispettive aree di pertinenza, anche se di larghezza superiore a 20 metri, che interrompono la continuità del bosco, comprese la viabilità forestale, gli elettrodotti, i gasdotti e gli acquedotti, posti sopra e sotto terra, soggetti a periodici interventi di contenimento della vegetazione e di manutenzione ordinaria e straordinaria finalizzati a garantire l’efficienza delle opere stesse e che non necessitano di ulteriori atti autorizzativi.  È fatta salva la definizione bosco a sughera di cui alla Legge n. 759 del 18 luglio 1956.

Sono altresì assimilati a bosco i fondi gravati dall'obbligo di rimboschimento per le finalità di difesa idrogeologica del territorio, qualità dell'aria, salvaguardia del patrimonio idrico, conservazione della biodiversità, protezione del paesaggio e dell'ambiente in generale, nonché le radure e tutte le altre superfici d'estensione inferiore a 2.000 metri quadri che interrompono la continuità del bosco non identificabili come pascoli, prati o pascoli arborati.

Ai sensi dell'articolo 5 del Decreto legislativo 34 del 2018 "fatto salvo quanto previsto dai piani paesaggistici di cui agli articoli 143 e 156 del Decreto legislativo n. 42 del 22 gennaio 2004, non rientrano nella definizione di bosco:
a) le formazioni di origine artificiale realizzate su terreni agricoli anche a seguito dell’adesione a misure agro-ambientali o nell’ambito degli interventi previsti dalla politica agricola comune dell’Unione europea;
b) l’arboricoltura da legno, di cui all’articolo 3, comma 2, lettera n), le tartufaie coltivate di origine artificiale, i noccioleti e i castagneti da frutto in attualità di coltura o oggetto di ripristino colturale, nonché il bosco ceduo a rotazione rapida di cui all’articolo 4, paragrafo 1, lettera k), del Regolamento (UE) n. 1307 del 2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013; c) gli spazi verdi urbani quali i giardini pubblici e privati, le alberature stradali, i vivai, compresi quelli siti in aree non forestali, gli arboreti da seme non costituiti ai sensi del Decreto legislativo 10 novembre 2003, n. 386, e siti in aree non forestali, le coltivazioni per la produzione di alberi di Natale, gli impianti di frutticoltura e le altre produzioni arboree agricole, le siepi, i filari e i gruppi di piante arboree;
d) le aree soggette a misure e piani di eradicazione in attuazione del Regolamento (UE) n. 1143 del 2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014. Bosco Artificiale misto: soprassuolo artificiale avviato un processo di rinaturalizzazione attraverso l’affermazione di rinnovazione naturale (fonte: “Selvicoltura generale” P. Piussi, Utet).

Bosco artificiale puro
Tutto il soprassuolo, compresa la rinnovazione, introdotto dall’uomo mediante semina o messa a dimora di piantine prodotte in vivaio o ottenute da propagazione vegetativa (barbatelle, micro-propagazione).
(Fonte: “Selvicoltura generale” P. Piussi, Utet).

Bosco coetaneo
Soprassuolo caratterizzato dalla presenza di alberi che hanno la stessa età o che, più frequentemente, sono nati a breve distanza di tempo, così che le condizioni in cui essi sono cresciuti, in particolare per quanto riguarda la concorrenza, si possono considerare uniformi (fonte: “Selvicoltura generale” P. Piussi, Utet). 

Bosco disetaneo
Soprassuolo vegetale in cui sono rappresentate, in teoria, tutte le età comprese fino a quelle dell’albero più vecchio, con un numero di individui progressivamente decrescente al crescere dell’età (fonte: “Selvicoltura generale” P. Piussi, Utet). 

Bosco naturale
Tutto il soprassuolo in oggetto, compresa la rinnovazione, derivante da disseminazione naturale o da ceppaie preesistenti (fonte: “Selvicoltura generale” P. Piussi, Utet). 

C

Ceduo
È una forma di governo del bosco in cui la formazione del nuovo soprassuolo avviene tramite polloni prodotti da gemme (propagazione vegetativa/agamica). Tale rinnovazione consente la conservazione di un genotipo che si è rivelato particolarmente adatto ad una determinata situazione ambientale (fonte: “Selvicoltura generale” P. Piussi, Utet).
Ceduo composto: è un soprassuolo in cui coesistono, sulla stessa superficie, entrambe le forme di governo (ceduo e fustaia)
(fonte: “Selvicoltura generale” P. Piussi, Utet).

Codice unico di identificazione aziendale (CUAA)
Codice fiscale dell’azienda da indicare in ogni comunicazione o domanda dell'azienda trasmessa agli uffici della pubblica amministrazione.

Codice unico di progetto (Cup)
Il codice che identifica un progetto d’investimento per il Sistema di monitoraggio degli investimenti pubblici (Mip) per garantire la trasparenza e la tracciabilità dei flussi finanziari.

Consistenza territoriale del fascicolo
L’insieme delle superfici, degli identificativi catastali e degli annessi titoli di conduzione, nonché degli immobili, ove esistenti, comprensiva dei dati aerofotogrammetrici, cartografici e del telerilevamento in possesso dell'amministrazione (Dpr - Decreto del Presidente della Repubblica 503 del 1999 articolo 3, comma 1, lettera f), nonché di altre caratteristiche del territorio quali: fascia altimetrica, avvicendamento, irrigabilità, ecc.

Conto corrente dedicato
Conto corrente bancario o postale intestato al soggetto beneficiario sul quale dovranno transitare tutte le risorse finanziarie necessarie per la completa realizzazione dell’investimento sia di natura pubblica (contributo in conto capitale/conto interesse) che privata (mezzi propri o derivanti da linee di finanziamento bancario). L’utilizzo di questo conto permette la tracciabilità dei flussi finanziari.

Contratto di rete
È un accordo con il quale più imprenditori perseguono lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato e a tal fine si obbligano, sulla base di un programma comune di rete, a collaborare in forme e in ambiti predeterminati attinenti all'esercizio delle proprie imprese ovvero a scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica ovvero ancora ad esercitare in comune una o più attività rientranti nell'oggetto della propria impresa.

D

Demarcazione
Definisce la delimitazione degli investimenti che possono essere finanziati con più regolamenti comunitari.

Documento di programmazione
È lo strumento di programmazione stilato dalla regione nel quale sono indicate le linee prioritarie d'azione, i mezzi finanziari e le forme d’intervento per l'attuazione a livello regionale delle agevolazioni previste, ovvero il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2020 della Regione Puglia, approvato con Decisione della Commissione Europea n. C (2015) 8412 del 24 novembre 2015 e dalla Giunta regionale pugliese con Deliberazione n. 2424 del 30 dicembre 2015 e successive versioni. 

Domanda di Pagamento (DdP)
La domanda presentata dal beneficiario, in seguito alla concessione del sostegno, per l’erogazione dello stesso nelle forme consentite, ovvero anticipazione, acconto per stato di avanzamento lavori (Sal) e saldo.

Domanda di Sostegno (DdS)
Domanda di partecipazione ad un determinato regime di sostegno.

F

Fascicolo aziendale (FA)
Elemento che, all'interno del  Sistema informativo agricolo nazionale (Sian), è preposto a raccolta e condivisione delle informazioni strutturali e durevoli relative a ciascuna azienda agricola.
Nell'ottica di fornire una struttura organica e coerente delle informazioni proprie di una azienda agricola, il legislatore, nel Decreto del Presidente della Repubblica (Dpr) n. 503 del 1999 e nel Decreto legislativo 99 del 2004, ha individuato il modello tecnico-organizzativo di riferimento costituito dal fascicolo aziendale. Il fascicolo aziendale rappresenta un contenitore omogeneo, aggregato e certificato di informazioni che caratterizzano l'azienda agricola, sulla base anche di quanto stabilito dal Dpr 503 del 1999. E' in formato cartaceo ed elettronico (Dpr n. 503 del 1999, articolo 9 comma 1), recante il riepilogo dei dati aziendali ed è istituito nell'ambito dell'anagrafe delle aziende (Decreto legislativo n. 173 del 1998, articolo 14, comma 3). Il formato cartaceo comprende tutta la documentazione probante le informazioni relative alla consistenza aziendale dell’impresa ed è allineato al fascicolo aziendale informatico. Le informazioni relative ai dati aziendali, alle consistenze aziendali e al titolo di conduzione, risultanti dal fascicolo aziendale, costituiscono, altresì, la base di riferimento e di calcolo valida ai fini dei procedimenti istruttori in tutti i rapporti con la pubblica amministrazione centrale o locale in materia agroalimentare, forestale e della pesca, fatta comunque salva la facoltà di verifica e controllo dell'amministrazione stessa (Dpr n. 503 del 1999, articolo 10 comma 5).

Feamp
Fondo europeo per gli affari marittimi e della pesca istituito dal Regolamento 508 del 2014. 

Feasr
Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale istituito dal Regolamento Ue n. 1306 del 2013.

Focus Area (FA)
Obiettivi specifici della politica comunitaria per lo sviluppo rurale ricompresi in 6 obiettivi generali definiti priorità [vedi voce Priorità].

 

 

I

Impegni, Criteri ed Obblighi (Ico)
Elementi connessi all’ammissibilità al sostegno delle sottomisure/operazioni a cui i beneficiari devono attenersi a partire dall’adesione all’avviso e fino alla conclusione del periodo di impegno. Gli Ico, ai fini della Vcm (Valutazione controllabilità misure - art. 62 Regolamento dell'Unione Europea n. 1305 del 2013), vengono scomposti in singoli Elementi di controllo (Ec). Gli Ec vengono dettagliati in funzione della tempistica e tipologia del controllo, delle fonti da utilizzare e delle modalità operative specifiche di esecuzione dei controlli (cosiddetti passi del controllo).

Infezione
Il termine si riferisce alla presenza di un patogeno (per esempio la Xylella fastidiosa) all’interno di una pianta presente in un’area o un territorio.

Insediamento in azienda di nuova costituzione
Insediamento in un’azienda agricola proveniente da più produttori cedenti ovvero da più fascicoli aziendali che singolarmente non posseggono il requisito oggettivo minimo di accesso al premio (PST pari a 18.000 euro per ciascun insediato).

Insediamento in azienda preesistente
Insediamento in un’azienda agricola proveniente da unico produttore cedente e che possiede il requisito oggettivo minimo di accesso, ovvero Produzione standard totale (Pst) pari a 18.000 euro per ciascun insediato, con riferimento al fascicolo aziendale dello stesso.

M

P

Pacchetto Giovani
Insieme di azioni in favore dei giovani, di età compresa tra i 18 e i 40 anni, che si insediano in agricoltura per la prima volta con il sostegno della Sottomisura 6.1. Il pacchetto, oltre alla sottomisura 6.1 “Aiuti all’avviamento di imprese per i giovani agricoltori”, comprende: 

  • operazione 4.1.B “Sostegno per gli investimenti materiali e immateriali realizzati da giovani agricoltori che si insediano per la prima volta con il sostegno della Misura 6.1”; 
  • sottomisura 6.4 “Investimenti nella creazione e nello sviluppo di attività extra-agricole”; 
  • sottomisura 3.1 “Sostegno alla nuova adesione a regimi di qualità”; nonché la richiesta di fruire di servizi di formazione e/o di consulenza aziendale, sostenuti nell’ambito delle: 
  • sottomisura 1.1 “Sostegno per azioni di formazione professionale e acquisizione di competenze”, sottomisura 2.1 “sostegno allo scopo di aiutare gli aventi diritto ad avvalersi di servizi di consulenza”.

Partenariato europeo per l’innovazione (PEI)
Il Partenariato europeo per l’innovazione “Produttività e sostenibilità dell’agricoltura” (PEI-AGRI)" opera al fine di favorire un’agricoltura e una silvicoltura sostenibili e competitive promuovendo l'innovazione (tecnologica, organizzativa o sociale) nel settore agricolo, forestale e dei territori rurali ed incoraggiando gli attori operanti a diversi livelli istituzionali, geografici e settoriali a collaborare al fine di creare sinergie e contribuire agli obiettivi di crescita e di sviluppo attraverso progetti concreti. Essi costituiscono una rete a livello dell'intera UE gestita dalla Commissione europea (DG Agricoltura e sviluppo rurale). 

Pascolo permanente (art. 2, punto 2 Reg (CE) n. 796/2004)
Terreno utilizzato per la coltivazione di erba o di altre piante erbacee da foraggio, coltivate (seminate) o naturali (spontanee), e non compreso nell’avvicendamento delle colture dell’azienda per cinque anni o più. La trasformazione delle superfici a pascolo permanente ad altri usi è vietata nelle aree a valenza ambientale riconosciuta (Parchi, aree Zone di Conservazione Speciale, Zone di Protezione Speciale, Siti d’Importanza Comunitaria). Inoltre, la trasformazione dei prati e pascoli naturali, così come individuati dal Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR, approvato con Deliberazione di Giunta regionale n. 176 del 16 febbraio 2015), è soggetta alle discipline di Piano (art. 66 Norme Tecniche di Attuazione PPTR).

Periodo di impegno
Periodo di vigenza degli impegni assunti che viene determinato nell’ambito della sottomisura del Psr Puglia 2014-2020.

Piani di Azione

  • Piano di Gestione Forestale (PGF) o Strumento equivalente
    È un documento tecnico a validità pluriennale con il quale sono definiti gli obiettivi che si vogliono perseguire nel medio periodo, gli orientamenti di gestione e le operazioni dettagliate per realizzare tali scopi, in base al “Piano di assestamento o di gestione”, come definito dal decreto minsteriale 16 giugno 2005 “Linee guida di programmazione forestale” (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 2 novembre 2005, n. 255). Il piano di gestione forestale dovrà garantire una continuità nell’erogazione di beni e servizi, fissando criteri e modalità operative nel segno della sostenibilità ecologica, tecnica ed economica, nell’ottica di applicazioni di strategie di lungo periodo che tengano conto del valore complessivo del bosco, dell’ambiente e del lavoro umano. Il piano di gestione forestale dovrà contenere specifiche misure volte alla gestione mirata dei boschi per le specie di vertebrati e invertebrati forestali. AI fini dell’adesione alle Sottomisure della Misura 8 del PSR Puglia 2014-2020, il PGF deve essere adottato per superfici di intervento accorpate superiori a 50 Ha (ettari). Per strumento equivalente si intende un piano conforme alla gestione sostenibile delle foreste, quale definita dalla conferenza ministeriale sulla protezione delle foreste in Europa nel 1993, ovvero i Piani di tutela e Gestione dei Siti Natura 2000 e di altre zone ad alto valore naturalistico, quali i Parchi nazionali o regionali o di altre aree protette, i Piani di Conservazione e Piani di Coltura (redatti da tecnici forestali) previsti dalla prescrizioni di massima e polizia forestale.
     
  • Piano informativo
    Documento tecnico contenente un programma dettagliato di iniziative da realizzare dirette ad informare i destinatari di specifiche Sottomisure (es. Sottomisura 1.2) su specifiche tematiche indicate negli avvisi.

Piani di Azione Locale (PAL)
Documento attraverso il quale il GAL traduce gli obiettivi in azioni concrete.

Piano aziendale (business plan)
Elaborato tecnico obbligatorio di cui all’articolo 19, paragrafo 4, del Regolamento (UE) n. 1305 del 2013.

Pianta infetta
Si riferisce alla pianta con accertata presenza del batterio.

Pianta infetta/sintomatica/malata
Si riferisce alla pianta che manifesta i sintomi dell’infezione provocata dal batterio della Xylella Fastidiosa sub specie pauca ceppo Co.Di.RO.

Piante ospiti
Il riferimento è alla Xylella fastidiosa che colpisce oltre specie vegetali, tra cui piante coltivate di interesse agricolo (agrumi, vite, pesco, mandorlo, olivo, ecc...), specie ornamentali (oleandro), essenze forestali (acero, quercia, ecc...) e specie spontanee (erbe e arbusti). Il batterio può essere presente in uno stato latente in molti ospiti asintomatici (es. Artemisia douglasiana, Echinochloa spp) che costituiscono una fonte di inoculo per i vettori. 

Piccole e media imprese (PMI)
Comprende le microimprese, le piccole e le medie imprese. Le PMI sono costituite da imprese che occupano meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro. 

  • Microimpresa: impresa che occupa meno di 10 persone e realizza un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di euro. 
  • Piccola Impresa: impresa che occupa meno di 50 persone e realizza un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di euro. 
  • Media Impresa: impresa che occupa meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro. 
  • Grande Impresa: impresa che occupa da 250 persone in poi, il cui fatturato annuo va dai 50 milioni di euro in poi oppure il cui totale di bilancio annuo va dai 43 milioni di euro in poi.

Potatura straordinaria su ulivo monumentale
Operazione agronomica di gestione della parte vegetale aerea della pianta (chioma) da attuarsi attraverso il raccorciamento delle branche  con tagli di ritorno  e diradamento delle branche terziarie ed, eventualmente, secondarie; a differenza della potatura ordinaria di produzione ciò permette il progressivo ridimensionamento della chioma su alberi spesso ultracentenari, caratterizzati da un eccessivo sviluppo in altezza.

Prevenzione
Attuazione di misure fitosanitarie volte a evitare o ritardare l’infezione del batterio Xylella fastidiosa.

Priorità
Gli obiettivi della politica di sviluppo rurale, che contribuiscono alla realizzazione della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, sono perseguiti tramite sei priorità dell'Unione in materia di sviluppo rurale di cui all’articolo 5 del Regolamento (UE) 1305 del 2013, che a loro volta esplicitano i pertinenti obiettivi tematici del quadro strategico comune" (QSC) di cui all'art. 10 del Regolamento (UE) n. 1303 del 2013.

Prodotto agricoli
Si tratta dei prodotti elencati nell’Allegato I del Trattato, ad eccezione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura. 

Progetto collettivo
Progetto presentato da associazioni di agricoltori che prevede investimenti interaziendali, materiali e immateriali, in forma collettiva finalizzati a migliorare la redditività, la competitività e la sostenibilità delle aziende agricole degli associati.

Progetto formativo
Attività formativa consistente in un corso di formazione collettivo o attività di trasferimento individuale o attività di coaching.

Progetto in filiera corta aziendale
Progetto che prevede investimenti per la lavorazione/trasformazione delle produzioni aziendali. I prodotti oggetto di lavorazione/trasformazione devono provenire almeno per i 2/3 dall’azienda del soggetto richiedente il sostegno.

Progetto pilota
Progetto che dà risposte concrete alle imprese promuovendo la sperimentazione e la verifica dell'applicabilità di tecnologie, tecniche e pratiche in relazione ai contesti geografici e/o ambientali della regione Tale intervento consente di verificare e collaudare innovazioni di processo, di prodotto e organizzative già messe a punto dalla ricerca ma ancora da contestualizzare nelle realtà produttive e negli ambienti pedoclimatici pugliesi.

Produzione agricola primaria: la produzione di prodotti del suolo e dell’allevamento, di cui all’Allegato I del Trattato (TFUE), senza ulteriori interventi volti a modificare la natura di tali prodotti.

Produzione Standard (PS)
Ai sensi dell’art. 5, co 1, Reg. (CE) n. 1242/2008, si intende il valore normale della produzione lorda di ciascuna attività produttiva vegetale e animale. Tale valore è espresso in Euro e si differenzia su base regionale (Allegato IV del Regolamento). I valori delle PS sono disponibili nel portale della Rete di Informazione Contabile Agricola (RICA).

Produzione Standard Totale (PST)
Si calcola moltiplicando la PS unitaria (delle colture e/o delle specie animali) per la rispettiva quantità (superficie interessata e/o capi di bestiame) e sommando tutti i valori ottenuti.

R

Requisiti minimi in materia ambientale
In materia di forestazione e imboschimento, si applicano, i sensi dell’articolo 6 del Regolamento (UE) n. 807 del 2014, si applicano per gli impianti di imboschimento e di arboricoltura da legno i requisiti minimi, ovvero:

– realizzati solo su terreni agricoli o su terreni non agricoli solo se costituiti da terreni abbandonati dalla agricoltura in tempi recenti, al fine di preservare il paesaggio e la diversità degli ambienti;

– la selezione delle zone e dei metodi da utilizzare eviterà la forestazione inadeguata degli habitat vulnerabili quali sono le torbiere e le zone umide nonché ripercussioni negative su zone dall'elevato valore ecologico, incluse quelle che fanno parte di un'agricoltura ad elevata valenza naturale (HNVF). Sui siti designati come siti NATURA 2000 a norma della direttiva 92/43/CEE del Consiglio e della direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio è consentita soltanto la forestazione coerente con gli obiettivi di gestione dei siti interessati ed approvati dalla competente autorità nazionale; costituiti da popolamenti polispecifici di latifoglie o conifere, secondo le condizioni ecologiche locali; realizzati con specie autoctone e/o da specie ben adattate alle condizioni ambientali locali; la selezione di specie, varietà, ecotipi e provenienze di alberi terrà conto delle esigenze di resistenza ai cambiamenti climatici ed alle catastrofi naturali nonché delle condizioni pedologiche e idrologiche della zona interessata nonché del carattere potenzialmente invasivo delle specie (cfr: elenco del Ministero Ambiente: http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/biblioteca/protezione_natura/dpn_flora_al loctona.pdf) o della loro capacità di incidere negativamente sulla salute umana;

– nel caso degli imboschimenti naturalistici, realizzati con specie sia arboree che arbustive, coerenti con i tipi forestali dell’area di impianto, in una mescolanza di un minimo di 3 specie o varietà arboree delle quali: – almeno il 10% di latifoglie per ogni superficie imboschita, o la meno abbondante delle quali copra almeno il 10% della superficie imboschita totale; – in zone con condizioni pedo-climatiche sfavorevoli (es.: terreni acclivi con profondità limitata, ridotto contenuto di sostanza organica, accentuata siccità estiva), laddove non ci si può aspettare che l’impianto di specie legnose perenni porti alla creazione di una vera e propria superficie forestale secondo la definizione data, può essere concesso un sostegno per l’impianto di altre specie legnose perenni anche arbustive tra quelle elencate.

Rete Natura 2000
Si tratta di una rete ecologica diffusa sull’intero territorio dell'Unione, istituita ai sensi della Direttiva 92/43/CEE "Habitat", per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario. La Rete Natura 2000 è costituita dai Siti di Interesse Comunitario (SIC), identificati dagli Stati Membri secondo quanto stabilito dalla Direttiva Habitat, che vengono successivamente designati quali Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e comprende anche le Zone di Protezione Speciale (ZPS) istituite ai sensi della Direttiva 2009/147/CE "Uccelli" concernente la conservazione degli uccelli selvatici (IBA, Important Birds Area). Un elemento innovativo è il riconoscimento dell'importanza di alcuni elementi del paesaggio che svolgono un ruolo di connessione per la flora e la fauna selvatiche (art. 10). Gli Stati membri sono invitati a mantenere o, all'occorrenza, sviluppare tali elementi per migliorare la coerenza ecologica della rete Natura 2000.

Revoca
Il recupero, totale o parziale, del sostegno erogato, in qualsiasi forma (anticipo, acconto, o saldo), ai sensi del Decreto del Ministero delle politiche agricole, ambientali e forestali (Mipaaf) 25 gennaio 2017 e delle disposizioni attuative regionali.

S

Sanzione amministrativa
Una riduzione dell’importo del sostegno, che può estendersi all’intero ammontare, comportando l’esclusione dell’intero importo della domanda, ai sensi del Decreto del Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali (Mipaaf) del 25 gennaio 2017 e delle disposizioni attuative regionali.

Scambio interaziendale
Intervento consistente nello scambio e condivisione reciproca di conoscenze e buone pratiche tra le imprese destinatarie degli aiuti, rispetto ad una serie di fabbisogni rilevati inerenti un determinato comparto produttivo, effettuato all’interno del territorio regionale. 

Visite di aziende: intervento consistente nell’accrescimento delle conoscenze delle imprese destinatarie degli aiuti, rispetto ad una serie di fabbisogni rilevati inerenti un determinato comparto produttivo, attraverso l’acquisizione di buone pratiche sviluppate da realtà imprenditoriali operanti a livello europeo.

SIAN
Sistema Informativo Agricolo Nazionale.

S.P.A./S.T.A.
Servizio Territoriali del Dipartimento Agricoltura, Sviluppo Rurale ed Ambientale, distinti per provincie (Bari, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto). 

Soggetto Capofila
Uno dei partecipanti del gruppo di cooperazione che presenta una domanda di sostegno a cui gli altri partecipanti conferiscono, con un unico atto, un mandato collettivo speciale di rappresentanza. Il capofila presenta la domanda di sostegno in nome e per conto di tutti i soggetti partecipanti e assume la funzione di coordinamento generale. Il Capofila è l’interlocutore di riferimento con l’Amministrazione Regionale per tutti gli aspetti tecnici e amministrativi legati alle domande di sostegno e alle pratiche ammesse a finanziamento. In caso di ammissione a finanziamento, il Capofila presenta, in nome e per conto di tutti i soggetti partecipanti, le domande relative alle fasi e istanze successive. Il Capofila riceve il contributo pubblico e, con le modalità indicate rispettivamente nel mandato collettivo speciale di rappresentanza, trasferisce quota parte di tale contributo agli altri partecipanti.

Strategia di Sviluppo Locale (SSL)
Insieme coerente di operazioni rispondenti a obiettivi e bisogni locali, che si attua tramite la realizzazione di azioni relative agli ambiti tematici individuati, fra quelli indicati nella scheda di Misura 19 del PSR Puglia 2014-2020, e che contribuisce alla realizzazione della strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. La strategia di sviluppo locale è concepita ed eseguita da un Gruppo di azione locale e deve essere innovativa, integrata e multisettoriale.

Strategia nazionale per le aree interne (SNAI)
La SNAI è una strategia nazionale, contenuta anche nell’Accordo di Partenariato, finalizzata al rilancio delle aree interne, ovvero le zone del Paese più distanti dai grandi centri di agglomerazione e dai servizi di base (scuola, salute e mobilità).

Strumento equivalente
Documento alternativo al Piano di Gestione Forestale (PGF) che garantisce l’esecuzione degli interventi selvicolturali finanziati nel rispetto dei principi della gestione sostenibile delle foreste (definita dalla conferenza ministeriale sulla protezione delle foreste in Europa del 1993).

Superficie Agricola Totale (SAT)
Superficie complessivamente condotta in proprietà e/o affitto, come risultante dal fascicolo aziendale.

Superficie Agricola Utilizzata (SAU)
Superficie aziendale destinata all'utilizzo agricolo.

Superficie non agricola
Tutte le superfici non boscate e quelle che non rientrano nella definizione di terreno agricolo.  tutte le superfici periurbane ed extraurbane che nei Piani regolatori dei Comuni risultino con destinazione diversa da quella agricola (aree verdi, aree artigianali, industriali, ecc.). Sono esclusi i pascoli, i prati, i prati pascolo. Tra le superfici non agricole sono compresi gli incolti, definibili come superfici non in produzione negli ultimi due anni precedenti la presentazione della domanda di finanziamento.

Sviluppo dei prodotti agricoli
L’introduzione di tecnologie e procedure tese a sviluppare prodotti nuovi o di qualità superiore, ad aprire nuovi mercati soprattutto nel contesto della filiera corta.

Sviluppo locale di tipo partecipativo CLLD – SLTP
Lo sviluppo locale di tipo partecipativo, contribuisce direttamente allo sviluppo territoriale equilibrato delle zone rurali, uno degli obiettivi generali della politica di sviluppo rurale. Esso viene attuato attraverso lo sviluppo locale di tipo partecipativo (SLTP, il cui acronimo inglese è CLLD, community led local development), metodo per elaborare ed implementare strategie di sviluppo locale (SSL), basato sull’approccio bottom-up.

T

TFUE
È il documento che organizza il funzionamento dell'Unione e determina i settori, la delimitazione e le modalità d'esercizio delle sue competenze.

U

Ulivo monumentale censito
Pianta di ulivo monumentale ufficialmente censita ai sensi della Legge regionale 14 del 2007, inserita negli elenchi Ulivi Monumentali di Puglia. La pubblicizzazione degli elenchi degli ulivi monumentali censiti è garantita mediante l’esclusiva pubblicazione in via telematica degli stessi sul portale ambientale della regione all’indirizzo http://ecologia.regione.puglia.it/ulivimonumentali. La Regione Puglia tutela e valorizza gli alberi di ulivo monumentali, anche isolati, quali elementi peculiari e caratteristici della storia, cultura e paesaggio regionali. Il carattere di monumentalità viene attribuito quando la pianta di ulivo possiede età plurisecolare deducibili dalle dimensioni del tronco della pianta, con dimetro uguale o superiore a 100 centimetri oppure dall’accertato valore storico-antropologico per citazione o rappresentazione in documenti o rappresentazioni iconico-storiche.

Unità di Bestiame Adulto (di seguito UBA)
Unità di misura della consistenza di un allevamento, che varia in funzione della specie animale e dell’età.

V

Verificabilità e controllabilità delle misure (VCM)
Sistema informatico reso disponibile dalla Rete rurale nazionale, allo scopo di assicurare uniformità nell’esecuzione delle verifiche e valutare congiuntamente le modalità di esecuzione dei controlli e di corretta compilazione delle apposite check list.

Vettore
Il riferimento è alla Xylella fastidiosa che si trasmette attraverso insetti vettori (cicaline, famiglia Cicadellidae) che con l’apparato boccale di tipo ’pungente – succhiante’ acquisiscono il batterio nutrendosi dai vasi xilematici delle piante infette e lo trasmettono a quelle sane. Le cicaline sono una famiglia cosmopolita ad elevata polifagia e tale aspetto risulta fondamentale per lo studio delle malattie associate a Xylella fastidiosa. Tali vettori, nutrendosi con varie modalità, (insetti a nutrizione floematica), xilematica e parenchimatica ) della linfa presente nei vasi della pianta infetta, determinano la rapida diffusione del batterio verso altre piante sane, spontanee e coltivate

X

Xylella fastidiosa
È un batterio gram-negativo non sporigeno appartenente alla famiglia delle Xanthonomadaceae. Il batterio si caratterizza per una elevata variabilità genetica e fenotipica. In particolare sono state descritte varianti patogeniche del batterio, spesso ospite-specifiche, distinguibili in 4 subspecie. Xylella fastidiosa è un batterio aerobico, ad habitat xilematico, ovvero si moltiplica nei vasi costruttori dello xilema delle piante ospiti, causando alterazioni anche letali delle piante infette per l’occlusione dei vasi e il conseguente irregolare flusso linfatico dalle radici all’apparato aereo.

Z

Zona Contenimento
Area della zona infetta di circa 20 chilometri dal confine con la zona cuscinetto.

Zona cuscinetto
Area limitrofa alla zona infetta nella quale si devono attuare le misure di eradicazione dell’organismo nocivo e tutte le misure necessarie per limitare la diffusione del batterio e per mantenere tale zona indenne.

Zona delimitata
Territorio costituito dall’insieme della zona infetta da Xylella fastidiosa e della zona cuscinetto. Quest’ultima fascia è larga almeno 10 chilometri, intorno alla zona infetta, così come stabilito dall’Osservatorio fitosanitario della Regione Puglia.

Zona indenne
Area del territorio regionale a nord della zona cuscinetto in cui è accertata l’assenza del batterio Xylella fastidiosa.

Zone svantaggiate
Zone caratterizzate da svantaggi e vincoli naturali che determinano una riduzione del rendimento economico-produttivo delle aziende agricole ivi presenti, come definite dalle specifiche direttive comunitarie.